IL TRIANGOLO VIOLA
Joseph Carilli pedalava lungo una strada sterrata, con la sua vecchia bicicletta carica di opuscoli nascosti sotto il doppio fondo del cestino. Era l'alba del 14 settembre 1943, e il sole cominciava a filtrare tra i boschi collinari che separavano Trieste dall'Austria. L'aria era fresca, ma il cuore di Joseph ardeva di determinazione.
Era cresciuto in America, nei pressi di Boston, ma la sua vita aveva preso una svolta radicale quando i suoi genitori, convertitisi alla fede degli Studenti Biblici, avevano deciso di tornare in Italia per diffondere il loro credo. A Trieste, Joseph aveva trovato una comunità di fedele unità: cinquantadue uomini e donne che, come lui, credevano nella giustizia di Dio e nel suo Regno. Nonostante i rischi, avevano stampato volantini e riviste, diffondendo la speranza tra un popolo schiacciato dalla guerra e dalla tirannia.
Ma ora Joseph si trovava a pedalare verso un luogo che avrebbe messo a dura prova il suo coraggio: il campo di concentramento di Mauthausen. Sapeva dei suoi "fratelli di fede" marchiati con il triangolo viola, emarginati per il loro rifiuto di rinnegare Dio o di giurare fedeltà al regime nazista. Nonostante le notizie di crudeltà indicibili, Joseph sentiva che la sua missione era chiara: portare loro conforto, speranza, e un segno che non erano dimenticati Dio non li aveva abbandonati.
Il Viaggio
La strada era pericolosa. Joseph incontrò posti di blocco tedeschi e gruppi di partigiani, ciascuno sospettoso dell’altro. Quando veniva fermato dai partigiani, non esitava a parlare del suo credo, condividendo versetti biblici e raccontando della speranza che aveva trovato nella giustizia divina. Alcuni lo guardavano con scetticismo, altri con interesse.
Una volta, un partigiano italiano gli chiese:
— E tu, cosa pensi di Dio in questa guerra? Perché non fa niente?
Joseph si fermò, posò la bici e aprì la Bibbia che portava sempre con sé, protetta in una borsa di tela. Lesse ad alta voce il Salmo 37: "I malvagi saranno recisi dalla terra; ma i mansueti possederanno la terra e godranno dell’abbondanza della pace." Il partigiano non rispose, ma prese un volantino che Joseph gli offrì.
Mauthausen
Quando arrivò nei pressi del campo di concentramento, il paesaggio cambiò. Le colline verdi lasciarono spazio a un grigio desolante: il filo spinato, le torri di guardia e le ombre dei prigionieri che si muovevano come fantasmi oltre i cancelli. Joseph lasciò la bicicletta nascosta tra i cespugli e si avvicinò a piedi, il cuore che batteva forte.
Ma ciò che scoprì lo colpì come un colpo al petto: tutti i prigionieri con il triangolo viola erano stati giustiziati il giorno prima. I nazisti avevano bisogno di spazio per nuovi prigionieri politici italiani. Per un momento, Joseph si sentì sopraffatto dal dolore e dalla rabbia. Quei fratelli e sorelle, così saldi nella fede, erano stati sterminati senza pietà.
Ma non c’era tempo per piangere. Incontrò un gruppo di nuovi prigionieri, uomini italiani affranti e spaventati. Joseph li avvicinò di nascosto e parlò loro con calma, condividendo la speranza della resurrezione e della venuta del Regno di Dio. Distribuì opuscoli, rischiando la vita, e vide nei loro occhi un bagliore di speranza.
Linz
Dopo aver lasciato Mauthausen, Joseph si diresse verso Linz, dove sapeva che altri Testimoni di Geova si nascondevano. Lì trovò una piccola comunità di credenti e insieme continuarono il loro lavoro clandestino. Predicavano il Regno di Dio alle persone oppresse dalla guerra, aiutando chiunque avesse bisogno, indipendentemente dalla fede o dalla nazionalità.
Quando la guerra finì, Joseph tornò a Trieste, ma non dimenticò mai i suoi fratelli di fede e le sofferenze che avevano subito. Raccontò le loro storie a chiunque volesse ascoltare, ma presto la memoria di quei prigionieri col triangolo viola si perse tra le macerie della Storia.
Conclusione
Anni dopo, Joseph scrisse in una lettera:
"Il triangolo viola era un marchio di vergogna per chi non si piegava ai malvagi, ma per me è un simbolo di fedeltà e speranza. Non dimenticherò mai quei fratelli che morirono con dignità, né la promessa del nostro Signore: ‘Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.’"
Per saperne di più presto verra pubblicato il romanzo....

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